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I vari tipi di procura: il caso particolare della procura institoria

cessioneLa procura notarile è l’atto con cui un soggetto “delega” a un altro soggetto la possibilità di agire in sua vece per il compimento di uno o più atti giuridici.[1]

Nel primo caso si parla di procura speciale, ossia relativa ad un singolo atto o a una parte specifica degli affari di chi conferisce la procura. Nel secondo caso, ossia quando si vuol far valere la delega per tutti gli affari del soggetto richiedente, si parla di procura generale.

I documenti necessari alla sottoscrizione di una procura notarile variano in base al tipo ed alle finalità della stessa:

  • per la sottoscrizione di una procura generale è necessario munirsi di documento d’identità, codice fiscale e generalità complete del delegante
  • per la delega speciale servono documento di riconoscimento, codice fiscale e generalità della persona a cui si vuole conferire la procura sono comunque sempre richiesti, oltre a quelli occorrenti in base al caso specifico[2].

La procura non è un contratto in quanto per la sua validità non necessita di accettazione da parte del rappresentato, ma è un negozio unilaterale  che attribuisce un potere ad un altro soggetto, il rappresentante, un potere che quest’ultimo potrà usare verso i terzi.

Il rappresentante potrà, quindi, usare i poteri che gli sono stati conferiti oppure disinteressarsene; certo è che nel momento in cui deciderà di agire in conformità del potere conferitogli non potrà più disinteressarsene senza andare incontro a delle responsabilità.

Viene, allora, da chiedersi quali saranno gli obblighi del rappresentante, visto che riceve solo un potere;
qui il discorso si fa più “fumoso”, perché risulta evidente che il solo conferimento della procura non garantisce il rappresentato circa la riuscita dell’incarico che ha conferito; ed allora sarà buona norma far accompagnare la procura ad un altro negozio giuridico, un contratto, tra lui ed il rappresentante in modo che entrambi sappiano da subito cosa devono e non devono fare e quali obblighi dovranno osservare, questo contratto è, di solito, il mandato.

Inoltre viene definito “falsus procurator” chi agisce come rappresentante senza averne i poteri e, sempre in tale veste, conclude un contratto con un terzo.

È ovvio che il falsamente rappresentato non può essere obbligato alla osservanza del contratto concluso dal falso rappresentante, ma potrebbe essere comunque interessato a questo come nel caso in cui il contratto sia comunque conveniente.

In aiuto viene l’articolo 1399 c.c.  che consente al falsamente rappresentato di far proprio il contratto concluso dal falsus procurator attraverso la ratifica.

Un caso particolare, inoltre, è quello della procura institoria che, ai sensi dell’art. 2203 c.c., è l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata con cui un imprenditore attribuisce al delegante il potere di compiere tutti gli atti inerenti all’esercizio dell’impresa, fatti salvi i limiti voluti dalle parti. Infatti con il termine institore la legge individua il lavoratore posto a capo dell’impresa o di un suo ramo al fine di esercitare funzioni gestionali, prescindendo dalla stabilità del rapporto interno, finendo con l’essere un alter   ego dell’imprenditore.

Essa va a repertorio e raccolta e sconta la seguente tassazione: 200 euro di imposta di registro, 30 euro di bollo, 90 euro per i diritti alla competente camera di commercio più l’onorario variabile (determinato dal professionista) e l’I.V.A. al 22 % sull’onorario stesso. Il bollo si paga anche per l’iscrizione nel registro delle imprese e non viene corrisposto al momento della registrazione tramite modello unico informatico. Esso varia a seconda che siano coinvolte società di capitali o società di persone: ammonta a 65 euro nel primo caso e a 59 euro nel secondo.

Un atto contenente più procure institorie rientra negli atti che contengono più disposizioni non aventi per oggetto prestazioni a contenuto patrimoniale, così come quello in cui sono nominati una pluralità di institori, sconta una sola imposta di registro.

Al fine di rendere completa la trattazione è bene fare cenno ad un altro tipo di procura. La procura alle liti è un negozio giuridico riconosciuto nei confronti della parte privata, sia essa ricorrente, interveniente o resistente, persona fisica o giuridica, in cui conferisce, al difensore abilitato, un apposito incarico, mediante:

  • atto pubblico;
  • scrittura privata autenticata od anche in calce;
  • a margine di un atto del processo.

I soggetti abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle Commissioni tributarie vengono individuati dall’articolo 12, comma 3, d.Lgs. 546/1992, il quale distingue tali soggetti in funzione: a) della materia oggetto di controversia b) dalle specifiche controversie c) della categoria di contribuente[3].

Pietro Domenico Cea notaio

[1]E’ un negozio giuridico unilaterale, autonomo, recettizio; sul punto Diener, Il contatto in generale, Milano, 2002, 572; Mosco, La rappresentanza volontaria nel diritto privato, p. 113; Messineo, Il contratto in generale, p. 244; Carresi, Il contratto, p. 175-176; Bigliazzi Geri,Voce Procura (dir. priv.), p. 1005.

[2]In realtà la procura può anche essere generica qualora autorizzi al compimento di atti limitati ad un solo tipo negoziale; Mirabelli, Dei contratti in generale, p.373; Auciello, La volontaria giurisdizione e il regime patrimoniale della famiglia, p. 120; Pugliatti, Studi sulla rappresentanza, p. 170.

[3]Alpa, Riv. Tri. Dir. civ, 2015, p. 60

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