Start up innovative

Cosa si intende con l’espressione start up innovativa?

Il legislatore ha introdotto – nell’ordinamento giuridico vigente – una pluralità di disposizioni al fine di incentivare la nascita di imprese improntate allo svolgimento di attività tecnologicamente innovative.

Start up innovative

Le start up innovative rappresentano un nuovo tipo sociale?

La normativa in materia di start up non costituisce una nuova forma sociale e va a offrire una serie di esenzioni rispetto alla legge ordinaria al fine di ottenere un abbattimento dei costi dell’esercizio di impresa (in modo particolare i costi del lavoro) per un determinato periodo di tempo dalla costituzione della società. Sono ammesse a questo tipo di esenzioni le società di capitali (comprese le cooperative) e, quindi, rimangono al di fuori del perimetro della disciplina le società di persone. Nella prassi, la generalità della start up viene costituita in forma di società a responsabilità limitata ma ciò non toglie che siano ammesse anche le società a responsabilità limitata in forma semplificata.

Quali sono i requisiti necessari per godere delle esenzioni?

Le società di capitali possono godere della disciplina delle start up innovative e delle relative agevolazioni purché abbiano i seguenti requisiti:

  • le partecipazioni non devono essere quotate in un mercato regolamentato;
  • non siano costituite da più di sessanta mesi;
  • hanno sede in Italia ovvero siano società europee con una filiale in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività il totale del valore di produzione non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  • devono avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non devono essere state costituite in seguito a una fusione o scissione ovvero a seguito di una cessione di azienda o ramo d’azienda.

Inoltre, devono avere almeno un altro dei seguenti requisiti:

  • le spese in ricerca o sviluppo devono essere almeno pari al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della società;
  • almeno un terzo della forza lavoro deve possedere un titolo di dottorato di ricerca ovvero i lavoratori devono essere laureati che abbiano svolto almeno 3 anni di attività di ricerca certificati presso enti pubblico o privati, italiani o esteri o, ancora, almeno i 2/3 del personale devono possedere la laurea magistrale;
  • siano titolari o depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale.

Le deroghe al diritto societario

Le start up innovative godono di diverse deroghe del diritto societario:

  • il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo stabilito dalla legge è posticipato al secondo esercizio successivo;
  • nel caso di perdita che intacchi il minimo legale previsto per il tipo sociale, l’assemblea convocata senza indugio dall’organo amministrativo, può rinviare la decisione di ricapitalizzazione alla chiusura dell’esercizio successivo e fino a questo esercizio non opera la causa di scioglimento della società per perdita del capitale sociale;
  • le società a responsabilità limitata possono creare categorie di quote forniti di diritti diversi in deroga alla disciplina ordinaria;
  • le società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso portarli per la raccolta di capitali;
  • le società a responsabilità limitata possono acquistare quote proprie, in deroga all’art. 2474 c.c., purché l’acquisto sia finalizzato all’attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote ai dipendenti ovvero a collaboratori o, ancora, a componenti dell’organo amministrativo;
  • le società a responsabilità limitata possono emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche diritti amministrativi (escluso il diritto di voto nelle decisioni dei soci) da attribuire a soci o terzi che apportano opere o servizi

Per creare una start up innovativa serve un notaio?

La costituzione di una start up avviene con atto pubblico notarile, il quale deve essere iscritto nel Registro Imprese competente entro dieci giorni. L’iscrizione nel Registro Imprese competente avviene in una sezione speciale a seguito della compilazione di una domanda firmata digitalmente dal rappresentante legale della società e dal notaio.

Pro e contro delle varie forme societarie in Italia

La scelta della forma societaria per iniziare la propria attività è sicuramente un momento determinante che si ripercuote sulla vita della società costituenda per tutti gli aspetti organizzativi, amministrativi, fiscali e contabili. Non è possibile determinare in modo assoluto quale tipo di società sia migliore tra le diverse forme societarie in Italia. Ogni caso è differente e necessita di un’attenta analisi di tutti gli elementi, considerando le conseguenze giuridiche ed economiche che derivano dalla scelta effettuata.

Forme societarie in Italia

I fattori sui quali basare la scelta tra società di persone e di capitali sono molteplici. I principali sono sicuramente:

  • l numero di persone coinvolte,
  • il ruolo che svolgeranno nell’attività sociale (soci c.d. “amministratori” o “di capitali”),
  • se si vuole beneficiare della responsabilità limitata,
  • la tipologia di attività,
  • il volume di affari che verrà gestito,
  • gli accordi eventualmente presi tra i soci.

La scelta tra i tipi di società dipende anche da altri fattori quali la capacità iniziale di conferire denaro e/o beni in società, le esigenze di eventuali investitori, le prospettive di crescita dell’attività d’impresa, e da altre variabili che rendono questa decisione molto delicata.

Aspetti legati alla responsabilità personale

Nelle società di persone (S.S./S.N.C./S.A.S.) non vi è una piena separazione tra società e soci. La responsabilità per i crediti sociali può ricadere sui soci, che rispondono in modo illimitato, personale e solidale nel caso in cui la società non sia in grado di adempiere alle obbligazioni sociali (a eccezione dei soci accomandanti delle S.A.S.).
Viceversa, le società di capitali (S.R.L./S.P.A./S.A.P.A.) hanno “personalità giuridica” ossia sono soggetti giuridici distinti dalle persone dei soci (c.d. Autonomia Patrimoniale Perfetta), i quali non possono essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio personale. Pertanto, è la società che deve adempiere alle obbligazioni sociali e, in mancanza, i creditori non possono aggredire il patrimonio personale dei soci.
Il socio rischia soltanto di perdere quanto conferito, quindi nei soli limiti della partecipazione, mentre si trasferisce il rischio di impresa sulla società e per l’eccedenza sui creditori sociali.

Versamento del capitale

Nelle società di persone (S.S./S.N.C./S.A.S.) non esiste un capitale minimo e non vi sono particolari vincoli per dimostrare l’effettivo versamento dei conferimenti iniziali per formare il capitale sociale. Questo a differenza delle società di capitali (S.R.L./S.P.A./S.A.P.A.) dove per la sottoscrizione del capitale sociale è necessario che i soci si obblighino a effettuare conferimenti che coprano integralmente il valore del capitale della società e non è ammissibile che la società venga costituita con un capitale superiore a quello risultante dai conferimenti assunti. Sia nel caso di conferimenti in denaro che nel caso di conferimenti di beni in natura o di crediti, il legislatore prevede regole rigide per assicurare l’effettivo versamento di quanto promesso dai soci in sede di costituzione.

Modifiche della società

Per la modifica delle società di persone (S.S./S.N.C./S.A.S.) è necessario il consenso di tutti i soci, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo stesso.
Nelle società di capitali (S.R.L./S.P.A./S.A.P.A.) i soci devono deliberare mediante assemblea la modifica dello statuto sociale a maggioranza (semplice o qualificata in base a quanto stabilite nello statuto sociale).

Assetto organizzativo

Nelle società di persone è prevalente l’aspetto personale. Ogni singolo socio (ad eccezione dei soci accomandanti delle S.A.S.) ha il potere di amministrare la società e di rappresentarla in base alla partecipazione al capitale versato.
Non sempre, invece, nelle società di capitali, (S.R.L./S.P.A./S.A.P.A.) i soci hanno poteri di amministrazione e rappresentanza della società. Il legislatore ha previsto e disciplinato un’organizzazione stabile e inderogabile, che si articola in una serie di organi con funzioni diverse collegati alla società mediante il c.d. rapporto organico. I modelli previsti dal Codice Civile sono tipici e lo statuto non può creare sistemi atipici, mutuando elementi da ciascuno di essi.

Aspetti fiscali

Quanto alla fiscalità bisogna considerare che nelle società di persone (S.S./S.N.C./S.A.S.) il reddito viene tassato pro quota nella dichiarazione dei soci (c.d. principio di trasparenza fiscale). Inoltre, le società di persone che non superano determinate soglie di ricavi hanno la facoltà di aderire alla c.d. “contabilità semplificata”. Le società di capitali (S.R.L./S.P.A./S.A.P.A.) hanno invece una tassazione sul reddito in capo alla società stessa e sono soggette alla contabilità ordinaria. Inoltre, le società di capitali devono redigere e depositare il bilancio nel Registro delle Imprese e sono obbligate alla tenuta dei libri contabili.

Quali sono i vantaggi delle società di persone?

  • Formalità giuridiche minori;
  • Organi Sociali maggiormente deformalizzati;
  • Possibilità di dedurre le perdite dal reddito personale dei soci;
  • Contabilità Ordinaria per opzione o il nuovo regime semplificato con deducibilità per cassa;
  • Bilancio non pubblico.

Quali sono gli svantaggi delle società di persone?

  • Responsabilità illimitata dei soci (a eccezione dei soci accomandanti delle S.A.S.);
  • Rischio di fallimento dei soci (a eccezione dei soci accomandanti delle S.A.S.);
  • Nel trasferimento delle quote è necessario modificare all’unanimità l’atto costitutivo;
  • Tassazione IRPEF anche senza distribuzione degli utili perché avviene in capo ai soci.

Quali sono i vantaggi delle società di capitali?

  • Responsabilità limitata dei soci;
  • Personalità giuridica perfetta della società;
  • Nessun rischio di fallimento dei soci;
  • Principio di maggioranza nelle deliberazioni;
  • Tassazione reddito prodotto in capo alla società.

Quali sono gli svantaggi delle società di capitali?

  • Maggiore burocrazia nella tenuta dei libri sociali;
  • Presenza di organi sociali con formalità superiori;
  • Maggiori costi per tenuta contabilità (es. diritti camerali, tenuta libri sociali, tassa di vidimazione);
  • Esclusione dalla contabilità semplificata.

Conclusione

In conclusione, è sempre opportuno studiare attentamente la soluzione migliore per il proprio progetto imprenditoriale. In questo, professionisti quali commercialista, notaio e avvocato, possono dare un contributo fondamentale per non commettere errori di impostazione del proprio assetto organizzativo, che possano penalizzare la crescita della propria attività.

La società di capitali: società per azioni

La società per azioni o in breve S.p.A., insieme alla società a responsabilità limitata e alla società in accomandita per azioni, forma la categoria delle società di capitali.
La S.p.A., disciplinata nel codice civile agli articoli da 2325 a 2451, è una delle forme societarie adoperata per conferire beni o servizi al fine dell’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili. La S.p.A., pertanto, è una società commerciale che, oltre a condividere con le altre società le caratteristiche comuni di cui all’art. 2247 codice civile, presenta due principali caratteristiche peculiari:

  • le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni;
  • la limitazione di responsabilità per le obbligazioni sociali.

società per azioni

Cosa sono le azioni ?

Le azioni rappresentano le singole quote di partecipazione di ogni socio alla società per azioni. Le S.p.A. possono emettere titoli azionari, cioè documenti cartacei rappresentativi delle partecipazioni societarie, che ne consentono la circolazione secondo la disciplina propria dei titoli di credito.
Tuttavia, l’incorporazione delle azioni in un documento è solo una possibilità, non un obbligo o una necessità; infatti, lo statuto sociale può espressamente escludere l’emissione di titoli azionari. In questi casi, la prova della qualità di socio è rappresentata dall’iscrizione nel libro soci e le azioni circolano secondo la disciplina della cessione del contratto, seppur nei limiti di compatibilità.
I titoli azionari possono essere:

  • nominativi, cioè recano materialmente sul documento il nominativo del loro titolare;
  • oppure, al portatore, cioè la materiale detenzione del documento attesta la titolarità delle relative azioni.

I titoli azionari devono contenere:

  • denominazione e sede sociale;
  • data dell’atto costitutivo e di sua iscrizione al registro imprese;
  • valore nominale o complessivo delle azioni;
  • diritti e obblighi particolari a esse inerenti.

Come si costituisce?

Esistono due forme di costituzione delle società per azioni:

  • la costituzione simultanea (quella maggiormente adoperata), consistente nella stipulazione dell’atto costitutivo a opera di uno o più soggetti interessati a dare vita alla società;
  • la costituzione per pubblica sottoscrizione, cioè tramite una pubblica sottoscrizione sulla base di un programma che ne indichi oggetto, capitale, principali disposizioni di atto costitutivo e statuto, termine di stipulazione dell’atto e presenza di eventuali soci promotori oltre ai soci fondatori.

L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico notarile e la mancata stipulazione in tale forma determina la nullità della società.
L’atto costitutivo deve contenere:

  • generalità dei soci, inclusa la cittadinanza;
  • denominazione;
  • sede legale;
  • oggetto sociale;
  • capitale sociale, sottoscritto e versato;
  • numero e valore delle azioni;
  • eventuali conferimenti in natura e di crediti;
  • criteri di ripartizione degli utili;
  • eventuali benefici per i soci promotori e i soci fondatori;
  • cariche sociali;
  • durata;
  • spese di costituzione.

Quali attività possono formare l’oggetto delle S.p.A?

L’oggetto nelle S.p.A. rappresenta le attività economiche che la società ha in programma di svolgere e deve essere lecito, possibile e determinato. In linea generale, salve eventuali specifiche limitazioni normative, qualsiasi attività economica o commerciale può formarne l’oggetto.
L’indicazione analitica dell’oggetto sociale nell’atto costitutivo e nello statuto sociale serve a delimitare i poteri degli amministratori e anche i poteri dell’assemblea dei soci. Infatti: gli amministratori rispondo verso la società per gli atti eccedenti l’oggetto sociale o contrari a esso; i soci possono cambiare l’oggetto sociale, solo attraverso una modifica statutaria da parte della loro assemblea.

Aspetti patrimoniali: capitale e patrimonio sociale

Il capitale sociale indica il valore nominale dell’ammontare dei conferimenti che i soci si sono obbligati a effettuare in sede di costituzione della società o di successivo aumento del capitale stesso. L’indicazione del capitale sottoscritto e anche di quello effettivamente versato è essenziale e prevista a pena di nullità della società.
In virtù della modifica introdotta dall’art. 20 D.L. n. 91/2014, conv. con mod, dalla L. n. 166/2014, il capitale sociale minimo delle società per azioni è oggi di euro 50.000,00. Il capitale sociale e gli altri conferimenti effettuati dai soci a diverso titolo (riserve, versamenti a fondo perduto, finanziamenti, etc.) costituiscono il patrimonio complessivo della S.p.A..

I conferimenti possono essere effettuati:

  • in denaro;
  • con beni in natura, previa perizia di valutazione di quanto conferito ex art. 2343 codice civile;
  • a mezzo crediti, sempre previa stima ex art. 2343 codice civile.

Responsabilità per le obbligazioni sociali: soggettività e personalità giuridica

Le società di capitali e in particolare le società per azioni, a differenza delle società di persone, sono dotate non solo della soggettività giuridica, ma anche della personalità giuridica. Per soggettività giuridica, si intende la capacità di essere titolari in proprio di diritti e doveri giuridici.
Personalità giuridica o autonomia patrimoniale perfetta significa che delle obbligazioni sociali risponde esclusivamente la società con il suo patrimonio, restando i singoli soci responsabili solo nei limiti delle entità patrimoniali conferite nella società.

Come viene amministrata la società per azioni?

La S.p.A., per il conseguimento dell’oggetto sociale, deve porre in essere numerose e complesse funzioni e attività e, a tal fine, bisogna distinguere:

  • l’organo che riunisce i soci per operare le scelte fondamentali per la vita sociale e per fornire indicazioni di massima sulle attività da svolgere: assemblea dei soci;
  • l’organo che ha l’incarico di gestire e dirigere quotidianamente l’attività sociale e rappresentare la società: amministratore unico, più amministratori con poteri congiunti o disgiunti oppure consiglio di amministrazione;
  • l’organo deputato a controllare l’amministrazione: collegio sindacale;
  • l’organo che ha il compito di controllare la gestione contabile della società: revisore unico esterno o società di revisione esterna.

In particolare, per le S.p.A. il nostro legislatore ha previsto tre diversi sistemi di amministrazione:

  • il sistema tradizionale prevede la ripartizione delle funzioni e gli organi sociali come sopra indicato;
  • il sistema dualistico prevede l’assemblea dei soci con funzioni deliberative ridotte, il consiglio di gestione con funzioni amministrative e il consiglio di sorveglianza con funzioni di controllo e alcune funzioni deliberative;
  • il sistema monistico (di ispirazione anglosassone) contempla l’assemblea dei soci con le stesse competenze del sistema tradizionale, il consiglio di amministrazione con esclusive funzioni di gestione e direzione e il comitato di controllo sulla gestione, i cui componenti sono scelti solo fra i membri del medesimo organo amministrativo, con funzioni appunto di controllo.

S.p.A. vs S.r.l.

Pare proficuo distinguere la S.p.A. dalla forma di società di capitali di gran lunga più adoperata in Italia, cioè la S.r.l, società a responsabilità limitata semplificata.
In particolare, le principali differenze delle società a responsabilità limitata sono:

  • il capitale sociale non è suddiviso in azioni, bensì in quote di partecipazione;
  • le quote non possono essere oggetto di sollecitazioni all’investimento del pubblico risparmio;
  • il capitale sociale minimo è di euro 10.000,00 (è possibile in alcuni casi scendere anche sotto tale soglia e per le società a responsabilità limitata semplificata il minimo è di euro 1,00);
  • possono emettere titolo di debito e non obbligazioni;
  • gli organi di controllo e di revisione sono facoltativi e non obbligatori;
  • il libro soci è stato abrogato.

Caratteristiche e vantaggi della Società in accomandita semplice

La sas, società in accomandita semplice, è una vera e propria società di persone: si caratterizza per la presenza di due categorie di soci – accomandatari ed accomandanti – e per il fatto che le quote di partecipazione degli stessi non possono essere rappresentate da azioni.

sas società in accomandita semplice

Le categorie di soci nella SAS

I soci accomandatari sono responsabili illimitatamente per le obbligazioni sociali e – salvo patto contrario – sono dotati del potere di amministrazione. Ciò comporta che è possibile che ci siano dei soci accomandatari non dotati del potere di amministrazione in quanto, detta qualifica, la assumono solo se nominati tali.
I soci accomandanti, diversamente, rispondono limitatamente alla quota conferita per le obbligazioni sociali, solo nei confronti della società e mai nei confronti dei terzi. Vige inoltre il c.d. divieto di immistione, tale per cui gli accomandanti non possono ingerirsi nell’attività dell’amministrazione né della gestione e, per il caso in cui ciò accada, assumono per le obbligazioni sociali responsabilità illimitata e solidale verso tutti i terzi.
A mero titolo esemplificativo, con immistione, si intendono atti di amministrazione interna ovvero esterna intendendosi il compimento di atti di amministrazione e la conclusione di affari in nome della società.

Conseguenze dell’immistione

  • Se il socio accomandante ha agito con potere di rappresentanza (ad esempio in forza di una procura generale), la società è vincolata dall’atto posto in essere dal socio e l’atto risulta valido ed efficace;
  • Se il socio è sprovvisto di procura e quindi difetta di rappresentanza, la società non è vincolata dall’atto posto in essere salva ratifica da parte della società dell’atto medesimo.

Nel primo caso, il socio debitamente munito di procura, ha azione di rivalsa nei confronti degli altri soci e della società mentre, se il socio è sprovvisto di procura, non avrà modo di rifarsi.

Come si costituisce una Sas, società in accomandita semplice

L’atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti: caratteristica della Sas, società in accomandita semplice, prevista ai sensi di legge dall’Articolo 2314, comma 1, c.c., è la presenza nella ragione sociale del nome di almeno uno dei soci accomandatari (ad esempio “Alfa società in accomandita semplice di Gianni Rossi”).

Posso mantenere nella ragione sociale il nome di un ex socio?

Sì, posso conservare nella ragione sociale il nome di un socio accomandatario receduto o defunto, ferma la necessità di inserire anche il nome di un accomandatario in carica poiché non è legittima la ragione sociale formata solo da ex soci accomandatari.

Il nome nella ragione sociale

Anche un accomandante può figurare nella ragione sociale: ciò comporta che lo stesso risponderà illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali.
È bene precisare che la responsabilità è meramente esterna e quindi verso i terzi poiché, nei rapporti interni, il socio accomandante che ha prestato il consenso a far sì che il suo nome compaia nella ragione sociale, non rileva verso la società. Per il caso in cui il socio accomandante sia chiamato a rispondere a eventuali creditori sociali, esso godrà dell’azione di rivalsa per l’intero (ossia per quanto pagato personalmente) sia nei confronti della società che nei confronti dei soci accomandatari.

Il trasferimento delle partecipazioni

La partecipazione dell’accomandatario

Non è prevista una norma ad hoc, pertanto il rinvio è alla disciplina dettata in tema di SNC. È ammesso il trasferimento inter vivos previo consenso di tutti i soci, di entrambe le categorie. Il contratto sociale può derogare al principio di unanimità prevedendo altresì quorum diversi: è bene precisare però che la trasmissione della qualità di socio, si trasmette automaticamente mentre la qualità di amministratore deve essere, come sopra riportato, espressamente attribuita.
Quanto al trasferimento della partecipazione a causa di morte si precisa che, salvo patto contrario e quindi salva la presenza di una clausola di continuazione automatica, non vige la libera trasmissibilità della partecipazione.

La partecipazione dell’accomandante

Il trasferimento della partecipazione dell’accomandante è previsto ai sensi dell’Articolo 2322, c.c., prevedendo, quale quorum, il consenso della maggioranza dei soci. Anche in questo caso, è possibile derogare, ammettendo sia l’intrasmissibilità della quota sia la trasmissibilità senza consenso ovvero la previsione della prelazione a favore dei restanti soci.
La quota è inoltre liberamente trasmissibile a causa di morte essendo meno preminente il principio dell’intuitus personae (atti in cui si ritengono, di particolare importanza, le qualità personali dei contraenti) essendo l’accomandante un mero socio “capitalista”.
È bene precisare, infine, che per il caso in cui succedano nella quota del socio accomandante defunto più eredi (o legatari) la quota non si divide automaticamente poiché a tal fine è necessaria una modificazione del contratto sociale da realizzarsi col consenso di tutti i soci.

Quali sono i costi per la costituzione di una società in accomandita semplice?

Quanto ai costi fissi relativi alla costituzione di una società in accomandita semplice, per il caso in cui si proceda con un conferimento in denaro occorrerà corrispondere euro 200 di imposta di registro, 156 euro di bollo, 90 euro di diritti di segreteria registro imprese, 120 euro di diritti annuale C.C.I.A.A., oltre all’onorario notarile. Per il caso in cui si proceda a effettuare conferimento diverso dal denaro, è necessario procedere a una valutazione ad hoc per ogni situazione.

Snc: società in nome collettivo

Cos’è una società in nome collettivo?

La società snc, società in nome collettivo (acronimo di società in nome collettivo), è uno dei tipi di società previste dal Codice Civile per l’esercizio dell’attività di impresa in forma societaria. La società in nome collettivo è la forma base di società per l’esercizio di un’attività commerciale.

società snc

Come si costituisce una società in nome collettivo?

L’atto costitutivo di una società in nome collettivo deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata da un notaio. Il notaio provvede successivamente al deposito nel Registro delle Imprese competente, il quale successivamente iscrive la società. Con l’iscrizione nel Registro delle Imprese chiunque può conoscere l’esistenza della società e i suoi dati essenziali.

Quale denominazione deve assumere la società in nome collettivo?

Nella denominazione della società in nome collettivo (la ragione sociale) deve essere contenuto il nome di almeno uno dei soci e l’indicazione che si tratta di una S.n.c. (ad esempio “Alfa di Tizio s.n.c.”).

Esiste un capitale minimo per la società snc?

Per le società in nome collettivo non è previsto un capitale minimo. I soci sono quindi liberi di fissare il capitale sociale fino all’importo che ritengono più adeguato per l’inizio della loro attività.

Chi amministra la società in nome collettivo?

L’amministrazione e la rappresentanza della società spettano a tutti i soci disgiuntamente o congiuntamente secondo quanto stabilito dai patti sociali in sede di costituzione. È tuttavia possibile riservare l’amministrazione solo ad alcuni dei soci. Nella disciplina della società in nome collettivo, le limitazione al potere di rappresentanza degli amministratori non sono opponibili ai terzi se non risultano al Registro delle Imprese.

Qual è il regime di responsabilità?

La società in nome collettivo non ha “personalità giuridica” ed è pertanto caratterizzata da responsabilità personale illimitata e solidale dei soci per le obbligazioni sociali. I soci rispondono con la società per i debiti sociali: i creditori della società possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale, che rappresenta la garanzia principale (anche se non esclusiva), e in via sussidiaria il patrimonio dei soci illimitatamente responsabili.

I soci rischiano il fallimento?

Il creditore della società non può chiedere il pagamento del debito della società direttamente al socio, ma deve prima escutere il patrimonio della società. La società in nome collettivo può essere dichiarata fallita e la dichiarazione di fallimento comporta anche il fallimento di tutti i suoi soci.

Come si dividono utili e perdite?

Ai soci spetta una partecipazione agli utili proporzionale alla partecipazione, salvo diverso accordo tra i soci contenuto nei patti sociali. Il diritto agli utili scatta a seguito dell’approvazione di un bilancio/rendiconto di esercizio, che gli amministratori sono tenuti a redigere annualmente. Tuttavia, non esiste un obbligo di deposito nel Registro delle Imprese come per le SRL e le SPA.

Come si modificano i patti sociali?

La legge non prevede l’assemblea dei soci; per modificare l’atto costitutivo, il contratto di società, i patti della società, è necessario il consenso di tutti i soci, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo stesso.

Quando si scioglie la società in nome collettivo?

Le ipotesi di scioglimento della società in nome collettivo sono indicate dall’articolo 2272 del Codice Civile:

  1. per il decorso del termine;
  2. per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
  3. per la volontà di tutti i soci;
  4. quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è ricostituita;
  5. per le altre cause previste dal contratto sociale.

Inoltre per la società in nome collettivo sono ulteriori cause di scioglimento all’articolo 2308 del Codice Civile ossia la dichiarazione di Fallimento della società e un provvedimento dell’autorità amministrativa di sorveglianza che dispone la Liquidazione Coatta Amministrativa.
In caso di scioglimento possono essere nominati uno o più liquidatori che provvedono a pagare i debiti residui e riscuotere gli ultimi crediti e, infine, a ripartire il patrimonio residuo fra i soci. Al termine della liquidazione viene poi richiesta la cancellazione della società dal Registro delle Imprese.
Nelle società in nome collettivo, a differenza delle SRL e delle SPA, la fase di liquidazione può essere evitata se al momento dello scioglimento non esistono debiti sociali e i soci decidono di dividere direttamente il patrimonio sociale residuo.

Quali sono i vantaggi della società in nome collettivo?

Sicuramente la società in nome collettivo ha costi ridotti per il suo avviamento, per la sua gestione e per la sua chiusura. Infatti la società in nome collettivo può essere costituita con un capitale che non ha un minimo di legge. Inoltre il regime contabile è semplificato e richiede meno adempimenti fiscali/contabili rispetto alla SRL con conseguenti minori costi di consulenza. Nella società in nome collettivo i soci hanno un’imposizione sull’utile realizzato minore rispetto a quello di altre forme societarie.
Infine le perdite fiscali possono essere dedotte dal reddito dei soci, in base all’art. 84 del TUIR.

Quali sono i costi per la costituzione di una SNC?

Quanto ai costi fissi relativi alla costituzione di una SNC, nel caso del conferimento in denaro si deve calcolare un’imposta di registro di 200 euro, 156 euro di bollo, 90 euro di diritti di segreteria registro imprese, 120 euro di diritti annuale C.C.I.A.A., oltre all’onorario notarile. Nel caso in cui si proceda a effettuare conferimento diverso dal denaro, è necessario procedere a una valutazione ad hoc.

Società di persone: la società semplice

Cos’é la società semplice?

La società semplice, insieme alla società in nome collettivo e alla società in accomandita semplice, forma la categoria delle società di persone.
La società semplice, disciplinata nel codice civile agli articoli da 2251 a 2290, trova attuazione solo ove non risulti che le parti hanno voluto costituire una società di persone secondo uno degli altri due tipi.

Società semplice

Come si costituisce?

Il contratto costitutivo di società semplice, a differenza della società in nome collettivo e della società in accomandita semplice, non è soggetto a forme speciali e il suo contenuto non è predeterminato. Indi, l’atto costitutivo, improntato alla massima semplicità sostanziale e formale, può essere concluso anche verbalmente o può addirittura risultare da comportamenti concludenti (come nel caso della “società di fatto”).Nonostante la semplicità di costituzione, anche la società semplice deve essere iscritta nel Registro delle Imprese in apposita sezione speciale; in particolare, per le società semplici agricole l’iscrizione ha efficacia di pubblicità legale.
La libertà di forma incontra un limite (art. 2251 c.c.), quando forme speciali sono richieste dalla natura dei beni conferiti nella società: ad esempio, è necessaria la forma scritta a pena di nullità in caso di conferimento di diritti reali immobiliari.

Quali attività ne possono formare l’oggetto sociale?

Le società semplici possono essere adoperate esclusivamente per l’esercizio di attività non commerciali e cioè, in sostanza, per l’esercizio di attività agricole.
Altre attività tipiche delle società semplici sono previste da alcune legge speciali: ad esempio, il D.P.R. n. 136/1975 ed il D.Lgs. n. 88/1992 ne consentono l’utilizzo per l’esercizio di attività di revisioni contabili, purché la società venga iscritta nell’albo speciale tenuto dalla Consob o nel registro dei revisori contabili tenuto dal Ministero di Giustizia.

Aspetti patrimoniali: patrimonio sociale e partecipazione a utili e perdite

I conferimenti dei soci formano il patrimonio iniziale della società semplice, che diviene proprietaria di quanto conferito. I beni sociali, pertanto, non possono essere utilizzati per fini estranei a quello della società, salvo che vi sia il consenso di tutti i soci. La violazione di tale divieto, espone al risarcimento dei danni e all’esclusione dalla società.
Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili della gestione sociale e hanno il dovere di partecipare alle perdite della medesima gestione. I soci, tuttavia, hanno massima libertà nel determinare la percentuali di ripartizione di utili e perdite, anche in modo non proporzionale rispetto alle rispettive partecipazioni. L’unico limite è dato dal divieto del patto leonino (art. 2265 c.c.), che punisce con la nullità qualsiasi patto volto a far sì che uno o più soci siano totalmente esclusi da ogni partecipazione agli utili e/o alle perdite.
Indi, i criteri legali di ripartizione sono:

  • se il contratto nulla dispone, utili e perdite spettano ai soci proporzionalmente ai conferimenti;
  • se il valore dei conferimenti non è determinato, utili e perdite vengono ripartiti in parti uguali;
  • se è determinata solo la partecipazione di ciascun socio negli utili, nella stessa misura si deve determinare la sopportazione delle perdite.

Il diritto di percepire gli utili nella società semplice nasce solo quando i soci approvano il rendiconto o bilancio predisposto dagli amministratori. Le perdite, invece, incidono direttamente sul valore della singola partecipazione sociale, riducendola proporzionalmente.

Obbligazioni sociali: responsabilità della società o responsabilità dei soci?

Nella società semplice delle obbligazioni (debiti) sociali risponde anzitutto la società con il proprio patrimonio, che costituisce pertanto garanzia primaria per i creditori. Tale garanzia, però, non è esclusiva e infatti, dopo la società, a rispondere delle obbligazioni sociali, sono personalmente e illimitatamente tutti i soci.
La responsabilità di uno o più soci può essere limitata o esclusa da un apposito patto sociale: il patto non è opponibile ai terzi estranei alla società se non è portato a loro conoscenza con mezzi idonei; inoltre, mai può essere esclusa la responsabilità di tutti i soci.
Inoltre, il nuovo socio risponde anche per le obbligazioni sociali contratte prima del suo ingresso nella società. L’ex socio (per decesso, recesso o esclusione), invece, continua a essere responsabile per le obbligazioni sociali anteriori al verificarsi degli eventi che hanno portato allo scioglimento del rapporto sociale.
Oltre il patto sociale di cui sopra, vi è uno schermo normativo che tutela parzialmente i soci dalle obbligazioni sociali, cioè il beneficio della preventivo escussione (art. 2268 c.c.): i creditori sociali, infatti, sono sempre obbligati a soddisfarsi sul patrimonio della società, prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci.

Come viene amministrata e rappresentata?

Amministrare una società significa gestire l’impresa sociale, compiendo tutti gli atti che rientrano nel suo oggetto sociale. Per legge (art. 2257 c.c.), ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società. L’atto costitutivo, tuttavia, può stabilire che la gestione dell’impresa sociale spetti solo a un socio o a alcuni soci.
In caso di più amministratori, si possono avere due tipi di amministrazione:

  • amministrazione disgiuntiva: l’amministrazione spetta a più soci (tutti o alcuni), i quali possono operare l’uno disgiuntamente dagli altri, esercitando tutti i poteri di gestione e senza necessità di preventivi consensi o pareri degli altri amministratori; questo ampio potere di iniziativa è temperato dal diritto di opposizione degli altri amministratori;
  • amministrazione congiuntiva: deve essere espressamente convenuta nei patti sociali o in loro successiva modifica; in questo caso, è sempre necessario il consenso di tutti o della maggioranza dei soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali.

Il potere di rappresentanza, cioè il potere di agire nei confronti dei terzi in nome e per conto della società, a seconda di quello che viene stabilito nei patti sociali, può spettare:

  • a ciascun amministratore, congiuntamente o disgiuntamente dagli altri;
  • ad alcuni amministratori, congiuntamente o disgiuntamente dagli altri;
  • a un singolo amministratore.

Lo scioglimento della società semplice

Le cause di scioglimento della società semplice sono previste dall’art. 2272 c.c.:

  • decorso del termine di durata;
  • conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo;
  • decisione di tutti i soci;
  • venire meno della pluralità dei soci, non ricostituita entro sei mesi;
  • altre cause previste nell’atto costitutivo o nei patti sociali.

Verificatasi una causa di scioglimento, la società entra in stato di liquidazione e deve provvedere al pagamento di tutti i creditori sociali e alla distribuzione fra i soci dell’eventuale residuo attivo.
Terminato il procedimento di liquidazione, la società viene cancellata dal registro delle imprese e le cancellazione determina l’estinzione definitiva della stessa.