Seleziona una pagina

Cessione di azienda: verifica preventiva della regolarità fiscale

da | Nov 5, 2017 | Società | 0 commenti

Quando si acquista un’azienda è importante per il cessionario verificare presso l’Agenzia delle Entrate l’insussistenza di sanzioni e di violazioni di carattere fiscale e richiedere il certificato fiscale liberatorio.

certificato fiscale liberatorio

Ci sono rischi fiscali per il cessionario di un’azienda?

Quando si verifica la cessione d’azienda, il cessionario è responsabile in solido dei debiti fiscali dell’azienda stessa, contratti durante la gestione del venditore in riferimento:

1) all’anno in cui è avvenuta la cessione;
2) dei due anni precedenti rispetto alla cessione;
3) ai debiti già contestati dall’Amministrazione finanziaria anche se anteriori ai due anni precedenti rispetto alla data del trasferimento.

Tale responsabilità si verifica anche nel caso il venditore non abbia informato il cessionario.

verifica fiscale

La responsabilità fiscale si estende anche al caso del conferimento di azienda?

Sì, la responsabilità fiscale di cui sopra si applica a tutte le ipotesi di trasferimento di azienda, ivi compreso il conferimento in società.

Quali tutele pone la legge a favore del cessionario?

Considerata la gravosa responsabilità posta a carico del cessionario, il legislatore ha voluto moderare la sua posizione con i seguenti accorgimenti:

  • il cessionario risponde dei debiti fiscali entro i limiti del valore dell’azienda o del ramo d’azienda accertato dall’Amministrazione Finanziaria;
  • l’obbligazione del cessionario è in ogni caso limitata al debito risultante, alla data del trasferimento, dagli atti ufficiali dell’amministrazione finanziaria;
  • la responsabilità solidale del cessionario è ammorbidita dal c.d. beneficio di preventiva escussione della parte cedente, il quale presuppone da parte dell’agenzia delle entrate una valida azione di esecuzione giudiziaria sul patrimonio del cedente. Solo l’incapienza di tale patrimonio, accertata in via esecutiva, legittima l’Amministrazione finanziaria a richiedere il pagamento al cessionario.

Come si può tutelare il cessionario: il certificato fiscale carichi pendenti

Il cessionario per ottenere le suddette limitazioni alla sua responsabilità fiscale in caso di acquisto d’azienda, deve richiedere un certificato dei carichi pendenti all’Agenzia delle Entrate, tale certificato fiscale attesta l’esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite, per le quali i debiti non sono stati ancora soddisfatti.

Quali vantaggi dà il rilascio del certificato fiscale liberatorio sull’eventuale esistenza di contestazioni?

L’emissione da parte dell’Amministrazione Finanziaria di un certificato negativo sull’esistenza di contestazioni e relativi carichi pendenti ha pieno effetto liberatorio del cessionario. In questo caso, il cessionario non potrà mai essere obbligato a pagare eventuali debiti fiscali del cedente che non siano stati dichiarati dall’Agenzia delle Entrate nel certificato.

Cosa accade se a fronte della richiesta del certificato fiscale l’amministrazione finanziaria non risponde?

Il caso dell’Amministrazione Finanziaria che non risponde, nel termine di 40 giorni dalla richiesta del certificato, determina a favore del cessionario richiedente un effetto liberatorio. In altri termini, il cessionario non potrà essere chiamato a pagare i debiti fiscali del cedente.

Vi sono casi ove le tutele previste dalla legge non si applicano?

Le limitazioni a favore del cessionario sopra descritte si applicano solo se la cessione di azienda non sia stata attuata in frode dei crediti tributari.

Il cessionario chiamato a pagare i debiti fiscali si può rivalere nei confronti del cedente?

In teoria il cessionario, se chiamato a pagare i debiti fiscali del cedente, ha diritto di rivalersi nei confronti del cedente.

In pratica la questione si pone diversamente. Come sopra specificato, l’Amministrazione Finanziaria può richiedere al cessionario il pagamento dei debiti fiscali solo dopo aver escusso inutilmente il patrimonio del cedente. Se tale circostanza è vera, è poco credibile che il cessionario decida di avviare una nuova procedura esecutiva nei confronti del cedente al fine di ottenere la soddisfazione delle sue ragioni creditorie.

NOTE

* Norme di riferimento: art. 14 del D.Lgs. 18-12-1997, n. 472
* Giurisprudenza rilevante: Corte di Cassazione 14 marzo 2014 n. 5979
* Altri provvedimenti: Circolare AE 10-7-1998, n. 180/E

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This