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finanziamentoLe leggi fiscali vigenti consentono la detrazione di parte delle spese notarili e parte delle spese sostenute per l’eventuale servizio di intermediazione immobiliare nel caso di un acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale.

Quali spese notarili si possono detrarre?

E’ noto che gli interessi passivi di un mutuo contratto per l’acquisto della casa d’abitazione sono detraibili dall’imposta sui redditi. La legge, tuttavia, consente di detrarre, oltre agli interessi passivi, anche gli altri oneri accessori. L’Agenzia delle Entrate ha, quindi, chiarito che tra gli oneri accessori sono compresi, tra altri, anche i costi notarili relativi al contratto di mutuo.

Le spese notarili detraibili comprendono anche l’onorario del notaio?

Gli oneri notarili detraibili comprendono sia l’onorario del notaio, sia le spese che il notaio sostiene per conto del cliente quali, ad esempio, le spese per le ispezioni ipotecarie e catastali o quelle per l’iscrizione dell’ipoteca. La detrazione relativa ai costi notarili è limitata all’atto di mutuo.

Le spese notarili riguardano tutti i mutui per l’acquisto di una casa?

No. La facoltà di detrarre le spese notarili è limitata all’ipotesi del mutuo destinato ad acquistare un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto.

Cosa intende il fisco per abitazione principale?

Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’abitazione principale è quella in cui il contribuente dimora abitualmente. La dimora abituale è, generalmente, quella corrispondente alla residenza anagrafica del contribuente. E’, infine, doveroso precisare che può intendersi abitazione principale anche quella acquistata senza usufruire delle c.d. agevolazioni “prima casa”.

Cosa accade in caso di mutuo cointestato?

Nel caso vi siano più intestatari del mutuo, la detrazione spetta a ciascuno di loro sulla base della suddivisione del finanziamento. Quindi, nel caso di mutuo contratto da due coniugi in parti uguali tra loro, la detrazione spetta ad entrambi in misura uguale.

Quanto si può detrarre?

Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19% degli oneri notarili. La complessiva detrazione, comprensiva degli interessi passivi e tutti gli oneri accessori, non può superare il tetto massimo di 4.000 euro. Facciamo un esempio chiarificatore: Tizio contrae un mutuo con la banca Alfa S.p.a. e per tale mutuo sostiene, nel primo anno, le seguenti spese: 1) 600 euro di interessi passivi; 2) 1000 di istruttoria bancaria; 3) 250 euro di imposta sostitutiva; 4) 1.500 di oneri notarili. Tizio, quindi, ha speso complessivamente 3.350 euro sui quali può portare in detrazione il 19% corrispondenti ad 636,50 euro.

Sono detraibili le spese notarili relative all’atto di compravendita?

Non sono detraibili le spese notarili sostenute con riferimento al contratto di compravendita dell’immobile. Purtroppo, le spese notarili dell’atto di compravendita non hanno alcuna detrazione e/o deduzione fiscale.

Cosa altro è detraibile del mutuo?

Tra gli oneri accessori detraibili vi sono anche:

* l’imposta sostitutiva sul capitale prestato;

* le spese di istruttoria della banca;

* le spese relative alla perizia tecnica necessaria per la delibera del mutuo.

I costi dell’agenzia immobiliare sono detraibili?

Le detrazioni fiscali dall’imposta sui redditi riguardano anche i costi dell’eventuale servizio di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un’abitazione da parte di un privato.

La detrazione è possibile usarla in tutti gli acquisti di un’abitazione?

No. Anche in questo caso, in modo uguale a quanto sopra visto per le spese del mutuo del notaio, si deve trattare di un acquisto di un’abitazione principale.

Posso scaricare l’intera spese di mediazione?

No. I compensi corrisposti all’intermediario immobiliare sono detraibili per il 19% su un importo non superiore a 1.000 euro per ciascuna annualità. La norma è sibillina, tuttavia, con certezza si ritiene che la detrazione spetti, in concreto, per un importo di euro 190. La possibilità di portare in detrazione quest’onere si esaurisce in un unico anno di imposta.

La detrazione vale anche nel caso di acquisto di diritti reali minori? 

Purché l’immobile sia adibito ad abitazione principale del contribuente, la detrazione è possibile anche nel caso di acquisto di diritti reali minori. Per diritto reale minore si intende, ad esempio, il diritto di usufrutto o il diritto di abitazione.

Cosa accade se l’acquisto è effettuato da più soggetti?

Se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, nel limite complessivo di 1000 euro, dovrà essere ripartita tra i comproprietari in ragione della percentuale di proprietà dell’abitazione.

A cosa prestare attenzione?

Il servizio di mediazione immobiliare è detraibile solo nel caso in cui venga erogato da un agente immobiliare in regola con la legge n. 39 del 1989. Va, inoltre, segnalato che con il D.Lgs. 59/2010 (e il successivo decreto ministeriale di attuazione) è stato abrogato il ruolo degli agenti in mediazione ed è stato imposto una nuova modalità di accesso alla professione. Oggi il mediatore per essere in regola deve fare una S.C.I.A. (segnalazione certificata di inizio attività) e la relativa posizione è certificata nelle notizie R.E.A. dell’impresa.

Cosa portare al commercialista?

Per concludere, è necessario precisare quali sono i documenti necessari per usufruire delle detrazioni. Al commercialista si deve portare le fatture, del notaio e del mediatore, oltre agli atti di mutuo e di acquisto dell’abitazione.

Fonti normative

– art. 15, lettere b) e b-bis), D.P.R. 917/1986

– art. 73, D.Lgs. 59/2010

– D.M. 26 ottobre 2011

– Circ. AE 95/E – 2 maggio 2000

– Circ. AE 28/E – 4 agosto 2006

 

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