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finanziamentoÈ possibile effettuare un finanziamento da un socio alla società di cui fa parte senza necessariamente registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate e, quindi, risparmiando legittimamente l’imposta di registro dovuta.

Un finanziamento soci deve essere registrato?

Un finanziamento soci deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate e per esso è dovuta l’imposta di registro nella misura del 3%.

È possibile legittimamente evitare la registrazione del finanziamento soci?

Si, il legislatore dà la possibilità ai contribuenti di non pagare l’imposta di registro quando il finanziamento tra il socio finanziatore e la società si perfeziona a mezzo di “corrispondenza”. Più precisamente, nei contratti per corrispondenza, l’imposta di registro è dovuta solo “in caso d’uso” che si manifesta solo nell’ipotesi il finanziamento debba essere depositato presso le cancellerie giudiziarie ovvero presso le amministrazioni dello Stato o di altri Enti Pubblici Territoriali.

Come si perfeziona un contratto per corrispondenza?

Il finanziamento per corrispondenza si perfeziona attraverso delle lettere che devono essere spedite tra le parti ove da una parte vi è la proposta di finanziamento e dall’altra vi è l’accettazione. Nonostante il legislatore non ponga limiti formali, è consigliabile dare alle lettere data certa ossia effettuare la spedizione – con raccomandata A/R  senza busta – al fine di certificarne il contenuto. In alternativa è possibile altresì uno scambio con posta elettronica certificata (PEC).

È possibile superare la presunzione legale di finanziamento fruttifero?

La disciplina fiscale presume che il contratto di finanziamento preveda degli interessi a carico della società. Si tratta di presunzione semplice che può essere vinta mediante:

  • un contratto di finanziamento da cui risulti la gratuità dello stesso;
  • apposita documentazione contabile dalla quale emerga l’assenza di interessi.
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