Start-up innovativa a vocazione sociale

da | Set 26, 2022

Queste startup innovative, oltre all’attività di impresa, perseguono altre finalità legate al benessere della collettività non potendo avere “scopo di lucro”.

La startup innovativa a vocazione sociale (S.I.A.V.S.) è una società costituita sotto forma di startup innovativa, che svolge la sua attività esclusivamente in alcuni specifici campi.

Ai sensi dell’art. 25, comma 4 del D.L. 179/2012, convertito con Legge 221/2012, le startup innovative a vocazione sociale sono definite come “le start-up innovative di cui al comma 2 e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155”.

Startup sociale
Secondo l’art. 25, comma 4, le SIAVS possiedono gli stessi requisiti posti in capo alle altre startup innovative, ma operano in alcuni settori specifici. I settori individuati dalla normativa sono i seguenti:

  • l’assistenza sociale;
  • l’assistenza sanitaria;
  • l’assistenza socio-sanitaria;
  • l’educazione,
  • l’istruzione e la formazione;
  • la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;
  • la valorizzazione del patrimonio culturale;
  • il turismo sociale;
  • la formazione universitaria e post-universitaria;
  • la ricerca ed erogazione di servizi culturali;
  • la formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo;
  • i servizi strumentali alle imprese sociali.

Queste startup innovative, oltre all’attività di impresa, perseguono altre finalità legate al benessere della collettività non potendo avere “scopo di lucro”. La principale caratteristica è, dunque, l’assenza di scopo di lucro, quale definita all’art. 3 del citato decreto. La normativa ovviamente si riferisce al lucro soggettivo, in quanto l’attività che svolta è pur sempre un’attività di impresa. La disciplina prevede di conseguenza il divieto di distribuzione, sia diretta che indiretta, di utili e avanzi di gestione ai soci e l’obbligo invece della loro destinazione allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio.

Le agevolazioni per le startup innovative a vocazione sociale

Dovendo percorrere finalità “sociali”, le S.I.A.V.S. possono risultare meno “competitive” e “performanti” sul mercato, determinando risultati economici inferiori rispetto ad altre realtà economiche. Per questo, l’art. 29 del D.L. 179/2012 riconosce benefici fiscali maggiorati a favore di coloro che investono in questa particolare tipologia di startup innovativa. Alle persone fisiche e imprese che investono in S.I.A.V.S. sono riconosciute alcune detrazioni IRPEF e deduzioni IRES che incentivano la spesa.

Per assicurare che le S.I.A.V.S. possano beneficiare delle agevolazioni senza abusi, è previsto un controllo sulla presenza o meno di questo status speciale. Il riconoscimento non è fondato sulla corrispondenza con una data lista di codici Ateco: spesso queste realtà operano in modo trasversale in diversi settori. Viceversa, è prevista una procedura per il riconoscimento dello status di S.I.A.V.S., che si articola in un’autocertificazione con cui l’impresa:

  • dichiara di operare in via esclusiva in uno o più dei settori elencati all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155;
  • specifica il/i settore/i;
  • dichiara di perseguire una finalità d’interesse sociale;
  • si impegna a dare evidenza dell’impatto sociale così prodotto.

Per quest’ultimo requisito è necessario che sia redatto, una volta l’anno, un “Documento di descrizione di impatto sociale”, secondo le linee guida fornite dalla normativa. La S.I.A.V.S. deve trasmettere in via telematica alla Camera di Commercio competente il “Documento di descrizione di impatto sociale” al momento dell’invio dell’autocertificazione e, a partire dall’anno successivo, in occasione della comunicazione annuale di conferma dei requisiti prevista ai sensi dell’art. 25, comma 15 del DL 179/2012.

Il documento di descrizione dell’impatto sociale: come redigerlo

Il Documento di descrizione di impatto sociale deve riguardare:

  • per le nuove imprese: un impatto atteso;
  • per le imprese già esistenti: un impatto che verrà generato.

Nel caso di una nuova impresa, è necessario fornire una previsione precisa e attendibile circa l’impatto sociale che intende generare attraverso le proprie attività. Nel caso di imprese già avviate, la descrizione dell’impatto sociale deve essere più concreto andando a specificare elementi qualitativi e quantitativi, misurabili.

È opportuno che il Documento di descrizione di impatto sociale descriva:

  1. L’organizzazione: una descrizione generale può essere affiancata da un elenco dei soggetti interessati dall’attività e le relazioni con essi. Inoltre, è importante descrivere il problema sociale che si intende affrontare precisando la soluzione proposta e il modello di business dell’organizzazione.
  2. Il suo impatto sociale: una descrizione che permette di capire perché le attività porteranno i risultati desiderati e come le attività porteranno detti risultati.

Non vi è un vicolo di risultato ma semplicemente un obbligo di rendicontazione e misurazione dell’attività svolta. Le imprese sono poi invitate a pubblicare il documento prodotto anche tramite il proprio sito internet ufficiale, al fine di renderlo più conoscibile possibile.

Le startup a significativo impatto sociale

Le “startup a significativo impatto sociale” sono quelle aziende che operano nei settori della sostenibilità ambientale e della salute.

Quali sono i benefici fiscali per le startup a vocazione sociale

Il Ministero dello Sviluppo Economico con la Circolare n. 3677/C del 20 gennaio 2015 ha voluto evidenziare come le S.I.A.V.S., che hanno benefici fiscali più vantaggiosi rispetto a quelli già assegnati nelle altre tipologie di startup innovative, debbano avere necessariamente evidenza pubblica attraverso la sezione speciale del Registro delle Imprese. A tutte le S.I.A.V.S. spettano una serie di vantaggi fiscali e burocratici. Le SIAVS beneficiano innanzitutto delle stesse agevolazioni dedicate alle startup innovative, tra cui:

  • la possibilità di costituire la società online e gratuitamente;
  • l’esenzione dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti camerali;
  • l’accesso gratuito e semplificato al fondo di garanzia;
  • la possibilità di remunerare attraverso la partecipazione di capitale.

Inoltre, oltre ai benefici classici delle startup innovative, godono di agevolazioni fiscali maggiorate: coloro che investono in queste particolari imprese (persone fisiche o giuridiche), hanno rispettivamente detrazioni IRPEF del 25% e deduzioni IRES del 27% (migliorative rispetto a quelle delle startup innovative tradizionali che si fermano a 19% e 20%).

Le startup innovative a vocazione sociale devono avere gli stessi requisiti delle startup innovative

La start-up innovativa a vocazione sociale deve, in ogni caso, possedere gli stessi requisiti delle altre start-up innovative ovvero almeno uno tra i seguenti ulteriori requisiti e precisamente:

  1. livello delle spese in ricerca e sviluppo superiori o uguali al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione;
  2. impiego come dipendenti o collaboratori di laureati, dottori di ricerca e ricercatori per almeno un terzo della forza lavoro complessiva (oppure dei due terzi di questa costituiti da persone con laurea magistrale);
  3. l’essere titolare di almeno un brevetto per un’invenzione industriale, biotecnologica, ecc. o dei diritti relativi a un software originario registrato presso la SIAE.

Esempi di startup a vocazione sociale di successo

Le S.I.A.V.S. rappresentano una settore ridotto del totale delle startup innovative italiane. Sono per lo più piccole realtà sia per fatturato che per numero di dipendenti. Il campo di attività prevalente è quello dei servizi editoriali, dell’istruzione, dalla ricerca e sviluppo e dall’attività cinematografici.

Alcuni esempi di successo sono rappresentati da:

  • 3Bee: sviluppa sistemi intelligenti per il monitoraggio e la diagnostica della salute delle api
  • ACBC: rende le calzature più sostenibili con l’utilizzo di materiali green e soluzioni anti-spreco.
  • Altheia Science: sviluppa terapie cellulari e genetiche ad alto impatto clinico per malattie autoimmuni.
  • BionIT Labs: realizza un innovativo braccio bionico con tecnologia brevettata, per persone con disabilità agli arti superiori.
  • Bioware: sviluppa bioplastiche ad alte prestazioni termiche e meccaniche.
  • Cork: crea oggettistica di design dando nuova vita agli scarti di sughero.
  • Cubbit: offre una soluzione di cloud storage distribuito, a ridotto impatto ambientale e intrinsecamente sicuro grazie all’architettura zero-knowledge.
  • Genespire: sviluppa terapie genetiche contro malattie non ancora adeguatamente curate.
  • Glass to Power: realizza vetrate fotovoltaiche trasparenti per edifici.
  • Secondhand Mobile: distribuisce dispositivi elettronici usati e rigenerati, prolungandone la vita utile.
  • Waterspin: sviluppa soluzioni innovative per il trattamento, la depurazione e il riuso delle acque.
  • xFarm: permette di abbattere i costi economici e ambientali grazie all’agricoltura di precisione.

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