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quoteL’usufrutto può essere costituito tanto in sede di costituzione della società, quanto successivamente per trasferimento inter vivos o mortis causa. Nel primo caso il vincolo sorge per effetto del semplice consenso delle parti, non essendo richieste forme particolari ai fini dell’efficacia tra le parti e si applicano le disposizioni generali dell’usufrutto in tema di inventario e garanzia.

L’usufruttuario è socio della società?

L’usufruttuario di una quota di S.R.L. non è da considerare socio della società. Tale qualifica spetta solo al nudo proprietario

A chi spetta il diritto di voto?

Salva diversa disposizione dell’atto costitutivo, il diritto di voto spetta all’usufruttuario. L’usufruttuario esercita un diritto a lui attribuito dalle legge e non è tenuto a conformarsi alle indicazioni che il socio abbia eventualmente impartito in ordine alle scelte da adottare. A tutela del socio – nudo proprietario della quota – è previsto l’obbligo di non esercitare il voto in modi che possano arrecare danno alla conservazione del valore patrimoniale.

A chi spettano gli altri diritti amministrativi?

Salva diversa previsione dell’Atto Costitutivo, l’esercizio di questi diritti (esempio, consultare i libri sociali, sottoporre a decisione dei soci argomenti ulteriori rispetto a quelli indicati nell’atto costitutivo) spetta congiuntamente al socio ed all’usufruttuario.

In caso di aumento di capitale, a chi spetta il diritto di sottoscrizione?

In caso di aumento oneroso, Il diritto di sottoscrizione spetta al socio, cui deve essere attribuita anche la quota acquistata nell’esercizio di tale diritte. In caso di aumento gratuito, invece, il vincolo si estende all’intera partecipazione risultante dall’aumento. Con riguardo a quest’ultima ipotesi è stato precisato che la disposizione di cui all’art. 2352, comma 3, c.c., richiamato dall’art. 2471-bis c.c. per le SRL, è inderogabile; sono pertanto illegittime le clausole statutarie che escludono l’estensione dell’usufrutto agli aumenti di capitale gratuito.

A chi spetta il diritto agli utili?

Non si dubita che questo diritto spetti all’usufruttuario secondo le norme di carattere generale previste per il diritto di usufrutto.

Usufrutto e diritti particolari dei soci?

I diritti particolari attribuiti dallo Statuto a singoli soci, ex art. 2468 comma 3 c.c., non sono in linea di principio incorporati nella partecipazione, e quindi non sono trasferibili con essa, né possono spettare ad un non socio (come l’usufruttuario). Quindi nel caso di usufrutto, in tutto o in parte, di una partecipazione societaria detti diritti continuano ad essere attribuiti in via esclusiva al socio e conseguentemente a detta fattispecie non è dunque applicabile la previsione di cui all’ultimo comma dell’art. 2352 c.c.

Altra dottrina, tuttavia, ritiene che se il diritto particolare riguardi il diritto agli utili, i benefici economici derivanti dal diritto particolare spetterebbero all’usufruttuario. Secondo la medesima dottrina, se i diritti particolari riguardano l’amministrazione bisogna distinguere a seconda che costituiscano una particolare modalità di esercizio del voto (esempio diritto di nominare uno o più amministratori), nel qual caso spettano all’usufruttuario, o attengano più direttamente al potere di amministrare la società (esempio: diritto di veto su atti di gestione], nel qual caso spettano al socio.

Il diritto di usufrutto ha un termine massimo?

Nel caso di costituzione del diritto di usufrutto a favore di una persona fisica può essere previsto o un usufrutto a termine ovvero un usufrutto vitalizio.

Nel caso di costituzione del diritto di usufrutto a favore di una persona giuridica, il termine del diritto non può superare gli anni trenta.

Il diritto di usufrutto cade in eredità?

Il diritto di usufrutto si estingue con la morte dell’usufruttuario e, quindi, non cade in eredità.

Quanto costa costituire un diritto di usufrutto su quota di SRL?

Il carico fiscale relativo alla costituzione di un diritto di usufrutto su quota cambia a seconda della causa contrattuale.

Nel caso di costituzione onerosa i costi sono:

– imposta di bollo: 15,00 euro

– imposta di registro: 200,00 euro

– diritti registro imprese: 90,00 euro

– imposta di bollo registro imprese: 65,00 euro

– tassa archivio: da euro 27,5 ad euro 139,4 (l’importo varia sulla base del valore della cessione)

Nel caso di costituzione donativa i costi sono:

– imposta di bollo: 15,00 euro

– imposta di donazione: dal 4% all’8% del valore trasferito (salve le legittime ipotesi di franchigia o esenzione)

– diritti registro imprese: 90,00 euro

– imposta di bollo registro imprese: 65,00 euro

– tassa archivio: da euro 27,5 ad euro 139,4 (l’importo varia sulla base del valore della donazione).

Gli onorari notarili sono determinati dalla complessità della pratica e dal suo valore e vengono decisi dal notaio incaricato della stipula dell’atto.

 

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