Seleziona una pagina

disposizioni testamentariePer mandato post mortem  si intende quel negozio giuridico con cui un soggetto (mandante) conferisce ad altro soggetto (mandatario) un incarico da eseguirsi dopo la sua morte.

Esistono più tipi di mandato post mortem?

Esistono tre tipi di mandati post mortem:
– il mandato post mortem;
– il mandato mortis causa o post mortem con oggetto illecito;
– il mandato post mortem in senso stretto.

Il mandato post mortem

Il mandato post mortem è il contratto tra vivi con il quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra dopo la morte di quest’ultima. Tale contratto è valido purché l’incarico non preveda il compimento di atti dispositivi di diritti patrimoniali successori (trasferimento di beni del mandante a terzi) o di altri atti a contenuto patrimoniale. In altri termini, al mandatario viene affidato il compito, di eseguire dopo la morte del mandante, di svolgere una mera attività materiale, eventualmente in esecuzione di un’attribuzione patrimoniale già perfetta in vita dal mandate. La circostanza che l’attività oggetto dell’incarico non abbia carattere patrimoniale esclude che il mandato possa considerarsi in contrasto con il divieto dei patti successori.

Il mandato mortis causa

Il mandato mortis causa ha a oggetto l’attribuzione al mandatario dell’incarico di compiere, dopo la morte del mandante, atti che importino l’attribuzione di diritti patrimoniali successori in spregio al divieto dei patti successori. La violazione del divieto dei patti successori determina la nullità del contratto.

Il mandato post mortem  in senso stretto

Tale istituto giuridico ha a oggetto un atto unilaterale con cui una parte conferisce a un soggetto l’incarico di svolgere un’attività giuridica dopo la sua morte. Per redigere tale atto unilaterale in modo valido è necessario rispettare le formalità previste per i testamenti. Si inquadrano in questa figura la nomina del terzo arbitratore (per le ipotesi di cui agli artt. 630, 631 e 632 c.c.), la nomina dell’esecutore testamentario (art. 700 c.c.), la designazione del terzo incaricato di redigere il progetto di divisione fra i coeredi (art. 733, 2° comma, c.c.).

Share This