La prelazione ereditaria e il retratto successorio

da | Lug 18, 2022

Il diritto di prelazione ereditaria spetta a un coerede nel caso in cui uno degli altri eredi intenda cedere la sua quota o parte di essa.

Il diritto di prelazione ereditaria spetta a un coerede nel caso in cui uno degli altri eredi intenda cedere la sua quota o parte di essa.
Il coerede prelazionario, come avviene nelle altre prelazioni legali, ha il diritto di essere preferito nell’acquisto rispetto agli estranei a parità di condizioni. Sul coerede che intende vendere la sua quota, o parte di essa, grava quindi l’onere di comunicare agli altri coeredi la volontà di cedere e a quali condizioni mediante l’invio della proposta contrattuale.

prelazione ereditaria

Quali sono i presupposti della prelazione ereditaria?

Deve esistere una comunione ereditaria quindi è necessaria una pluralità di eredi. La prelazione è preclusa dalla divisione: se la divisione è eseguita tra gli eredi si supera lo scopo voluto dal legislatore, sia nel caso di assegnazione di beni in proprietà esclusiva, sia nel caso di assegnazione di beni in comproprietà. Anche nel caso di divisione effettuata dal testatore la norma non opera, perché l’assegnazione testamentaria impedisce il sorgere della comunione ereditaria, anche nel caso di assegnazione di diritti in comproprietà.
È necessaria un’alienazione a titolo oneroso: senza corrispettivo non può operare la prelazione, quindi si applica la prelazione se il corrispettivo è denaro o un bene fungibile.
L’alienazione deve avere a oggetto la quota di eredità o una parte della quota quindi è esclusa in caso di vendita di un bene subordinata all’esito della divisione. La cessione deve essere effettuata a un terzo quindi a un estraneo che non è coerede. Si considera estraneo ad esempio il comproprietario del bene che aveva acquistato per atto inter vivos con il defunto.
Si deve trattare di un’alienazione volontaria: non opera nelle alienazioni forzate o nel caso di acquisto in comunione legale da parte del coniuge del coerede.

Qual è lo scopo della prelazione ereditaria?

Con la prelazione ereditaria la legge mira a mantenere ristretta la comunione sui beni ereditari, limitando l’ingresso di altri soggetti con lo scopo di facilitare le operazioni divisorie, impedire l’eccessivo frazionamento della proprietà, evitare situazioni di potenziale conflitto tra i comproprietari e quindi consentire il migliore sfruttamento economico dei beni ereditari.

Prelazione ereditaria in caso di vendita di un bene ereditario

La prelazione ereditaria è disciplinata dall’articolo 732 del codice civile e si applica espressamente alla vendita della quota di eredità o a una parte di essa. L’eredità è di regola composta da un complesso di beni e diritti quindi, di regola, la cessione della quota su un singolo bene, eventualmente subordinata all’esito della divisione ereditaria, non rientra nel campo di azione della norma in oggetto.
È tuttavia opportuno valutare in concreto la situazione in quanto il bene potrebbe di fatto esaurire l’intero patrimonio ereditario ovvero le parti potrebbero intendere la cessione del singolo bene come cessione della quota ereditaria. In questi casi la conclusione potrebbe essere quindi differente.

Casistiche ed esempi di prelazione successoria

Cosa accade nel caso di vendita a un altro coerede coniugato in comunione legale? Nel caso in cui l’acquisto determini la caduta in comunione della quota acquistata non opera la prelazione ereditaria in quanto il coniuge del coerede acquista per legge.
La prelazione opera anche nel caso di cessione della nuda proprietà? Anche la cessione della nuda proprietà è soggetta alla prelazione ereditaria dal momento che la norma si riferisce alla quota o a una parte di essa.
Cosa accade nel caso di vendita con patto di riscatto? Nel caso di esercizio del diritto di riscatto si preclude l’esercizio della prelazione.
Cosa accade nella vendita con riserva di proprietà? La proprietà si trasferisce con il pagamento dell’ultima rata quindi il diritto di prelazione sorge solo con il pagamento dell’ultima rata.
La prelazione ereditaria opera anche nella permuta? Il diritto di prelazione presuppone comunque l’acquisto a parità di condizioni quindi nella permuta opera solo se la prestazione è fungibile.

Come deve operare il coerede che intende cedere la quota ereditaria?

Il coerede deve notificare una proposta contrattuale, quindi non si tratta di una semplice comunicazione con l’intenzione di vendere, e deve indicare tutte le condizioni contrattuali. La prelazione deve essere esercitata nel termine di due mesi dall’ultima delle notificazioni.
Il mancato esercizio della prelazione consente al coerede di cedere alle condizioni stabilite nella proposta inviata agli altri coeredi.
Il mancato esercizio della prelazione in un caso specifico che non sia poi seguito dalla vendita all’estraneo non estingue il diritto di prelazione.

Cosa accade se il coerede vende senza consentire agli altri coeredi di esercitare la prelazione?

Il mancato rispetto dell’iter stabilito dalla legge per esercitare la prelazione non rende nulla o annullabile la vendita. I coeredi sono tutelati dal diritto di retratto che consente di riscattare la quota dall’acquirente alle condizioni stabilite nell’atto di cessione. Il retratto permette di acquistare la quota contro l’acquirente o i successivi acquirenti e può essere esercitato finché dura la comunione ereditaria.

Prelazione ereditaria, prelazione volontaria e prelazione testamentaria

Il diritto di prelazione ereditaria è disciplinato dall’articolo 732 del codice civile, è quindi un diritto previsto per legge e opera al ricorrere dei presupposti sopra indicati. La prelazione ovviamente opera solo nelle comunioni ereditarie e non in tutte le altre ipotesi di comproprietà.
Nella prassi è invece frequente la prelazione volontaria. Si tratta della prelazione che ha fonte in un contratto e nel quale i comproprietari si impegnano, spesso in modo reciproco, a preferire l’altro o un determinato soggetto in caso di cessione della quota di comproprietà. Oltre alla fonte è differente anche la tutela che si può attuare: nel caso in cui venga violato il diritto di prelazione volontaria si può ottenere il risarcimento del danno subito, mentre nella prelazione ereditaria è possibile riscattare la titolarità della quota dall’acquirente e dai successivi acquirenti con efficacia reale.
La prelazione testamentaria è una particolare ipotesi di prelazione che trova fonte nel testamento quindi di regola la sua violazione determina il risarcimento del danno, salvo che il testatore abbia previsto nel testamento sanzioni più incisive.

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