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Come leggere e capire il preventivo di un notaio

da | Set 4, 2017 | Notariato, Tributi | 0 commenti

I preventivi notarili e quindi le spese degli atti si dividono in due categorie:

  • gli oneri fiscali, a carico del cliente;
  • gli oneri notarili, che a loro volta si distinguono in spese anticipate, onorario del notaio e contributi notarili.

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Le voci fiscali

Prima fra queste voci è sicuramente l’imposta di registro. Si tratta dell’onere fiscale richiesto per la registrazione dell’atto all’Agenzia delle Entrate, che varia a seconda della tipologia di atto o di diritti oggetto di quell’atto: fissa da euro 200 oppure con aliquota del 2%, 9% o 15%.
Oltre all’imposta di registro, vi sono ulteriori imposte da versare (tutte o solo alcune a seconda dell’atto) all’Agenzie delle Entrate, all’Agenzia del Territorio (ex Conservatoria), al Catasto e all’Archivio Notarile, quali:

  • l’imposta ipotecaria, che può essere fissa da 200 euro oppure con aliquota del 2% o 3%;
  • l’imposta catastale, che può essere fissa da 200 euro oppure con aliquota dell’1%;
  • l’imposta di bollo, che è sempre fissa, con svariati diversi importi a seconda della tipologia di operazione da porre in essere;
  • le tasse ipotecarie per un totale di 90 euro (35 + 55);
  • l’imposta sul valore aggiunto, con aliquote del 22%, 10% o 4%;
  • la tassa archivio notarile, che cambia a seconda del valore dell’atto.

Le voci notarili

Gli oneri notarili sono:

  • le spese anticipate dal notaio per l’istruttoria della pratica, quali le visure catastali, le ispezioni ipo-catastali, le visure camerali, etc.;
  • l’onorario del notaio sulla prestazione professionale, che cambia a seconda del valore dell’atto;
  • i contributi che il notaio deve versare per ogni prestazione al Consiglio Nazionale del Notariato (aliquota del 4%), alla Cassa Nazionale del Notariato (aliquota del 22% o 42%), al Consiglio Notarile Distrettuale di appartenenza (aliquota dell’1,3%) e per l’iscrizione di ogni singolo atto a repertorio (2 euro).

Quali voci sono imponibili IVA?

Solo gli oneri notarili sono imponibili IVA mentre gli oneri fiscali a carico del cliente sono esenti da tale imposta.

La parcella notarile spetta tutta al notaio?

Al notaio spetta solo la voce dell’onorario in quanto tutte le altre voci, in particolare quelle riguardanti le imposte, devono essere tempestivamente versate dal notaio all’erario. A ben vedere anche la voce onorario non spetta per intero al notaio in quanto una cospicua parte deve essere versata all’archivio notarile per finanziare la cassa previdenziale dei notai e gli organi politici del notariato, e un’altra parte concerne le spese imponibili anticipate per l’istruttoria di ogni pratica.
Il notaio è tenuto a versare all’erario le imposte del cliente al giorno dell’atto, anche se non ha ancora incassato la parcella dal suo cliente ed è per questo motivo che contestualmente al rogito il notaio deve essere pagato.

Esiste una tariffa notarile?

A oggi non esistono più le tariffe notarili imposte dal Ministero della Giustizia e, conseguentemente, gli onorari sono liberamente determinati dal mercato. Questo non significa che non esistano modalità di calcolo per determinare il valore dell’onorario e i metodi di calcolo generalmente usati, si ispirano al principio di gradualità in forza del quale tanto è più alto il valore della transazione tanto sarò più alto l’onorario notarile.

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