L’usufrutto vitalizio

da | Nov 17, 2020 | Immobili, Società, Volontaria giurisdizione | 11 commenti

In cosa consiste l’usufrutto? Definizione e principali caratteristiche

L’usufrutto consiste nel godimento del bene (mobile o immobile), con il dovere di rispettarne la destinazione economica e col diritto di trarne qualsiasi utilità (frutti) che il bene può dare (art. 981 codice civile). L’usufruttuario, pertanto, ha il possesso del bene (art. 982 codice civile). Il titolare del medesimo bene, in presenza di un usufruttuario, ne ha invece la nuda proprietà, cioè la piena proprietà svuotata dell’usufrutto. L’usufruttuario può utilizzare il bene direttamente oppure concederne luso a terzi, mediante un contratto di locazione, affitto o comodato. Nel caso di bene immobile ciò non può avvenire se il concedente si riserva il diritto di uso o abitazione dell’immobile, che ne consente l’utilizzo diretto (artt. 1021 e 1022 codice civile). Se non è stato espressamente vietato al momento della sua costituzione, l’usufruttuario può cedere o vendere il diritto di usufrutto, per un certo tempo o per tutta la sua durata; in questo caso, anche dopo il trasferimento dell’usufrutto, il diritto si estinguerà nel termine previsto nel titolo costitutivo o comunque alla morte dell’originario usufruttuario (art. 980 codice civile).

usufrutto vitalizio

Durata dell’usufrutto: cos’è l’usufrutto vitalizio?

L’usufrutto può essere a tempo determinato oppure vitalizio. L’usufrutto a tempo determinato è quello costituito per una durata di tempo ben stabilita al momento della costituzione. L’usufrutto vitalizio, invece, è l’usufrutto costituito in perpetuo per tutta la durata della vita dell’originario usufruttuario. L’usufrutto pertanto, si estingue alla scadenza del termine oppure alla morte del titolare, e il nudo proprietario ne acquisisce poi automaticamente la piena proprietà.

Il valore dell’usufrutto

Il valore dell’usufrutto a tempo determinato viene stabilito in base al tasso di interesse legale, determinato dal Ministero dell’Economia all’inizio di ogni anno. Il valore dell’usufrutto vitalizio dipende dalle probabilità di permanenza in vita dell’usufruttuario e quindi non è legato alla variazione del tasso di interesse legale. L’usufrutto vitalizio, infatti, vale tanto più quanto l’usufruttuario è giovane, e il suo valore si calcola con apposite tabelle statistiche ministeriali, stilate sulla base della durata media della vita. Quando cambia il tasso di interesse legale, il medesimo Ministero dell’Economia, infatti, determina i coefficienti da utilizzare per il calcolo del valore dell’usufrutto vitalizio e quindi per la determinazione dei valori tabellari. Queste tabelle, anche se sono dettate a fini principalmente fiscali, essendo espressione delle probabilità statistiche di durata residua della vita delle persone, sono utilizzate anche nell’ambito della contrattazione, al fine di definire il rapporto tra il valore della piena proprietà e quello di usufrutto e nuda proprietà del bene in contratto.

Come si calcola l’usufrutto vitalizio?

L’usufrutto vitalizio, come già descritto nell’articolo la compravendita della nuda proprietà, può essere determinato, mediante l’utilizzo dei valori tabellari, secondo due modalità:

  1. Moltiplicando il valore della piena proprietà per il tasso di interesse legale e poi per il coefficiente tabellare;
  2. Applicando al valore della piena proprietà due percentuali, determinate in base all’età del beneficiario dell’usufrutto e stabilite sempre nelle stesse tabelle fiscali; una percentuale é relativa all’usufrutto e l’altra alla nuda proprietà.

Cosa si intende per usufrutto generale vitalizio?

Il diritto di usufrutto vitalizio può essere costituito con un unico atto anche su più beni, anche di diversa natura, ovvero può essere costituito anche su tutti i beni di titolarità di un soggetto, purché ovviamente suscettibili di usufrutto. In questo modo viene determinato il c.d. usufrutto generale vitalizio (di tutti i beni).

Finalità dell’usufrutto vitalizio

La costituzione dell’usufrutto vitalizio è uno strumento spesso adoperato nella vendita di immobili: il prezzo di mercato dell’immobile, infatti, viene “scontato” del valore dell’usufrutto. L’usufrutto vitalizio, inoltre, può essere efficacemente utilizzato nell’ambito del passaggio generazionale, grazie allo strumento della donazione o vendita con riserva di usufrutto vitalizio a favore del donante o venditore. In questo modo un soggetto, pieno proprietario di un bene, solitamente immobile, costituisce su questo bene il diritto di usufrutto vitalizio e cede, a titolo oneroso o gratuito, la nuda proprietà del medesimo bene ad altro soggetto, riservandosene l’usufrutto appunto.
Ad esempio, un venditore, normalmente una persona anziana, può decidere di alienare la proprietà della sua casa, pur continuando a goderne e a viverci per il resto della sua vita. Il venditore, quindi, trasferisce la nuda proprietà dell’abitazione all’acquirente, riservandosi l’usufrutto vitalizio e, in questo modo, realizza un utile immediato continuando a godere della casa fino alla sua morte. Il compratore, dal canto suo, acquista l’immobile in nuda proprietà beneficiando di un prezzo ridotto rispetto a quelli di mercato, sottraendo il valore dell’usufrutto da quello della proprietà. L’acquirente ha così la prospettiva dell’attuale titolarità dell’immobile e del futuro godimento dello stesso nel momento in cui si verificherà la morte del venditore.

Si allega prospetto tabellare per il calcolo di nuda proprietà e usufrutto.

Coefficienti del diritto di usufrutto vitalizio per il 2021

11 Commenti

  1. Massimo

    lusufrutto vitalizio per il padre, puo il padre se si dovrebe risposare dare alla moglie?
    o puo per iscritto darlo alla conpagnia?

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    • Guido Brotto

      Non ci sono elementi per risponderle. Può essere SI o può essere NO. Andrebbe letto l’atto costitutivo del diritto di usufrutto

      cordialità

  2. Luigi

    Salve, per la cessione di usufrutto a titolo oneroso su un immobile è necessario produrre il permesso a costruire rilasciato per lo stesso?
    Grazie mille.

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    • Guido Brotto

      si

  3. luigi arnaldi

    Alla morte dell’usufruttuario (vitalizio) il nudo proprietario QUALTI/ATT CONTRATTI DEVE OBBLIGATORIAMENTE PORRE IN ESSERE affinchè possa eventualmente disporre liberamente dell’immobile di cui era solo Nudo Proprietario ?
    Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
    Luigi Arnaldi

    Rispondi
    • Guido Brotto

      Deve aggiornare il catasto con la c.d. riunione d’usufrutto

  4. Angelo Umberto Rossi

    sono proprietario di un appartamento e vorrei vendere la nuda proprietà mantenendo l’usufrutto per me o mia moglie indifferentemente fino alla morte anche del coniuge superstite?

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    • Guido Brotto

      è possibile

  5. Andrea

    Cosa comporta l’acquisto a titolo oneroso (effettuato in un secondo momento) di un usufrutto vitalizio di una persona di 65 anni su una casa donata anni prima all’unico figlio in nuda proprietá? Chi paga chi, e quanto secondo tabelle?

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  6. carmen pallavicini

    Ho 71 anni e sarei interessata all’usufrutto vitalizio a chi mi devo rivolgere ?
    Alla mia morte cosa succede ?(ho 1 figlio)
    Posso intestarlo direttamente a lui ed io stare nella casa sino alla mia morte ?
    Rimango in attesa di Vs. risposte e porgo cordiali saluti.
    Carmen Pallavicini

    Rispondi
    • Guido Brotto

      Il proprietario le può costituire un diritto di usufrutto a titolo oneroso o gratuito.
      Alla sua morte il diritto di usufrutto si estingue
      GB

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