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cessioneIl patto di famiglia è uno strumento giuridico che serve all’imprenditore per pianificare il passaggio generazionale della sua attività d’impresa.

Qual è l’oggetto del patto di famiglia?

Il patto di famiglia permette all’imprenditore di trasferire al figlio e/o al nipote la sua azienda ovvero quote di SPA e SRL nonché S.N.C., S.A.S. e S.S.

Chi partecipa al patto di famiglia?

Davanti al notaio compaiono tre parti:

  • l’imprenditore che trasferisce la sua azienda ovvero le sue quote sociali;
  • il figlio ovvero il nipote beneficiario del patto di famiglia;
  • tutti i legittimari dell’imprenditore e precisamente gli altri figli non beneficiari del patto e/o il coniuge (in assenza di figli: i genitori se in vita).

Il trasferimento dell’impresa è immediato o è rinviato alla morte dell’imprenditore?

Il trasferimento dell’azienda e/o delle quote a favore dei beneficiari avviene contestualmente alla stipula e non dopo la morte dell’imprenditore.

I figli e il coniuge non beneficiari del patto devono essere liquidati?

I legittimari non beneficiari del patto devono essere liquidati in denaro con una somma corrispondente alle quote di legittima a loro spettante. La liquidazione può avvenire anche in natura (ad esempio con un trasferimento immobiliare).

Il soggetto obbligato alla liquidazione è il beneficiario che acquista l’impresa del disponente. La liquidazione può avvenire contestualmente al patto di famiglia o può essere prevista in modalità differita.

Il diritto alla liquidazione è rinunciabile dagli aventi diritto.

Cosa accade se l’imprenditore dopo il patto di famiglia si risposa o ha altri figli?

Il fatto che, dopo il patto di famiglia, l’imprenditore si risposi ovvero abbia altri figli, determina un diritto di questi soggetti (c.d legittimari sopravvenuti) a chiedere al beneficiario del patto la liquidazione dei loro diritti successori, pari a quella che sarebbe loro spettata se avessero partecipato al contratto, aumentata dei soli interessi legali.

Il patto di famiglia può essere impugnato per questioni ereditarie dai soggetti non beneficiari?

Diversamente da una donazione, i soggetti non beneficiari (c.d. legittimari) del patto non hanno titolo di impugnare il contratto per questioni ereditarie. Usando un linguaggio più tecnico quanto ricevuto dal beneficiario non è soggetto a collazione o a riduzione.

I beneficiari del patto possono essere più d’uno?

L’imprenditore ha la possibilità di beneficiare col patto di famiglia più di un figlio/nipote; il legislatore non pone alcun limite a riguardo.

Qual è il trattamento fiscale del patto di famiglia?

Il legislatore ha inteso favorire il passaggio generazionale delle imprese prevedendo, a determinate condizioni, un trattamento fiscale di favore che consente la totale esenzione dall’imposta di donazione. Non è dovuta imposta anche nel caso il valore dell’azienda e/o delle quote superi la franchigia di 1.000.000 di euro previsto nel caso di donazione tra padre e figli.

Il patto di famiglia può essere modificato o sciolto?

Il contratto può essere sciolto o modificato purché all’atto di scioglimento o modifica partecipino tutte le persone che hanno concluso il patto di famiglia.

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