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atto notarileLa Fonte Normativa

La legge 22 dicembre 2017 n. 219  con decorrenza 1° gennaio 2018 ha istituito una Banca Dati delle Disposizioni anticipate di Trattamento (c.d. D.A.T.), presso il Ministero della Salute. Detta Banca Dati accentrata sarà finalizzata a consentire il facile reperimento da parte del medico curante delle volontà terapeutiche del paziente, in modo da consentire l’esecuzione delle stesse. Esse sono le dichiarazioni rese in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, con cui si possono esprimere le proprie volontà, a seguito di adeguata informazione del medico curante in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti.

Le Disposizioni anticipate di Trattamento sono revocabili?

Si, come per il testamento, di cui una delle caratteristiche fondamentali è appunto la revocabilità, ai sensi dell’art. 1, comma 5, della L. 219/2017 ogni persona ha “il diritto di revocare in qualsiasi momento, con le stesse forme di cui al  comma 4  il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento”. Oltre a ciò, è sempre possibile, in forma orale e nell’imminenza del trattamento terapeutico, qualora vi fosse la necessità di esprimere un diverso consenso rispetto a quello precedentemente reso, comunicare al proprio medico curante le proprie disposizioni, a seguito di un consenso informato.

Una persona interdetta o inabilitata può esprimere il proprio consenso in relazione alle D.A.T.?

Una persona interdetta non può esprimere il proprio consenso in relazione alle D.A.T., analogamente a quanto previsto dall’art. 591, comma 2, n. 2, c.c., secondo cui l’interdetto non ha la capacità per disporre con testamento. Il consenso in questo caso verrà prestato, ai sensi dell’art. 3, comma, 3 della Legge, dal tutore, sentito, ove possibile l’interdetto medesimo. L’inabilitato invece, può esprimere il proprio consenso in relazione al trattamento per quanto riguarda le D.A.T., con l’aiuto del proprio curatore. Quanto al beneficiario di amministrazione di sostegno, la sua capacità in ordine alla D.A.T. Va valutata tenuto presente il grado di incapacità e il contenuto del decreto di nomina del Giudice Tutelare che ha disposto l’apertura della procedura di volontaria giurisdizione.

Il minore di età può sottoscrivere le D.A.T?

Anche in questo caso, analogamente alla norma in tema di capacità di testare, il minore non può esprimere il proprio consenso tramite D.A.T., ma ai sensi dell’art. 3, comma, 2 della Legge, i genitori o il tutore, possono esprimere il consenso tenuto presente la volontà del minore, la sua età ed il suo grado di maturità.

I malati affetti da patologia invalidante possono esprimere il loro consenso?

Certo. Nel caso di difficoltà di comunicazione è possibile, sfruttando le tutele già previste dalla Legge Notarile, che la volontà della persona affetta da minorità possa essere espressa non solo a mezzo di interprete ma anche  attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare (ad esempio un sintetizzatore vocale).

Il medico è vincolato dalle D.A.T.?

Il medico curante è tenuto al rispetto delle D.A.T salvo che non si tratti di disposizioni palesemente incongrue, anche tenuto conto delle condizioni attuali del paziente, o sussistano al momento dell’incapacità terapie mediche non prevedibile all’atto della sottoscrizione delle disposizioni anticipate di trattamento.

Posso nominare una persona che decida per me?

Quando si ritenga di non poter esprimere un consenso sufficientemente dettagliato già ora per il momento del futuro bisogna è possibile nominare un fiduciario, purché sia persona maggiorenne e capace di agire, ovvero una persona che ai sensi dell’art. 5, comma 4 della predetta Legge, esprima il consenso ai fini della pianificazione condivisa delle cure. L’accettazione del fiduciario deve avvenire in forma scritta, e non vi è un limite temporale per l’accettazione.

La forma delle D.A.T.

A norma dell’art. 4, comma 6, le DAT devono essere redatte (salvo che in casi di urgenza) alternativamente per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Le D.A.T possono essere redatte anche per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza ed il Comune provvederà all’annotazione in apposito registro, ove istituito.

È necessario l’intervento del Notaio?

La competenza del Notaio in tema di ricezione delle disposizioni anticipate di trattamento (o più comunemente testamento biologico) è concorrente con quella dell’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza. Tuttavia l’attività del Notaio, per il suo peculiare ed esclusivo ruolo in materia di pianificazione successoria, è quanto mai opportuna al fine di valutare in maniera precisa le esigenze del cittadino. Le D.A.T ricevute dal Notaio sono esenti dall’obbligo di registrazione, nonché dall’imposta di bollo e da ogni altra tassa ai sensi dell’art. 4, comma, 6, della predetta Legge, e, se redatte per scrittura privata autenticata, possono essere rilasciate in originale, anche se prudenzialmente, essendo l’elencazione dell’art. 70 Legge Notarile da intendersi come tassativa, se ne consiglia la tenuta a raccolta. Il costo della sottoscrizione delle D.A.T. Davanti al Notaio può variare a seconda della tipologia di consulenza prestata, e dall’approfondimento della tematica trattata, anche tenuto presente gli eventuali profili successori.

Che documenti servono per esprimere le D.A.T.?

E’ opportuno, sebbene non obbligatorio, consegnare al Notaio la dichiarazione del medico curante di aver informato adeguatamente il paziente circa i trattamenti sanitari eseguibili in caso di malattia degenerativa od invalidante, affinché il Notaio possa accertarsi che il cittadini esprima un consenso informa.

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